Cerimonia di Inaugurazione dell’ambulatorio di Jimuel a Riace

Dott. Isidoro Napoli, Presidente Ass. Jimuel

Nella mattinata del 6 Agosto 2017, alle ore 11, si è svolta la cerimonia di Inaugurazione dell’ambulatorio di Jimuel a Riace Superiore. Alla cerimonia, come opportunamente sottolineato dal Presidente dell’associazione umanitaria Jimuel, il Dott Isidoro Napoli, era presente una folta rappresentanza delle vere autorità del luogo: i giovani cittadini  di Riace, venuti da ogni parte del mondo a far rinascere un borgo, destinato, fino a qualche anno fa, a spegnersi, perché quasi completamente disabitato. Insieme a loro hanno partecipato alla cerimonia i rappresentanti degli organismi che hanno contribuito attivamente all’avvio dell’ambulatorio.

Primo fra tutti un esponente della proprietà dello Studio Radiologico Fiscer di Siderno, che ha finanziato l’avvio dell’ambulatorio, il Dottor Pietro Crinò, il quale ha tenuto a specificare che l’ambulatorio non sarà destinato ai soli migranti, ma a tutti i cittadini che ne abbiano bisogno. Un’esperienza fra tutti è quella del giovane diciottenne Ajii, di origine senegalese, che afflitto da una grave malattia e non essendo riuscito a farsi curare dal Servizio Sanitario Nazionale Calabrese, è stato preso in cura dallo Studio Radiologico, grazie all’accorata e determinata richiesta da parte del presidente di Jimuel, il Dott.Isidoro Napoli. Le cure del giovane sono poi state affidate ad un ospedale specializzato in Lombardia, attivando così un circuito virtuoso che sarà mantenuto grazie all’apertura del nuovo ambulatorio di Jimuel.

Domenico Lucano, Sindaco di Riace

Il sindaco Domenico Lucano, il quale, per quei pochi che ancora non lo conoscano, è stato il fautore di una vera e propria rivoluzione culturale in una regione, come la Calabria, nota ormai alle cronache soprattutto per i fenomeni di corruzione dilagante e criminalità che la affliggono. L’intuizione di quest’uomo, ovvero quella di riaprire le case e le botteghe artigiane di un borgo quasi completamente disabitato, a causa dell’inarrestabile fenomeno dell’emigrazione, per accogliere i migranti fuggiti da guerre e carestie, provenienti dal continente africano, ha dato vita ad un vero e proprio modello accoglienza multiculturale, ormai noto in tutto il mondo come il “Modello Riace”. Secondo tale modello l’accoglienza è vista come un’opportunità di rinascita di un territorio, da un punto di vista culturale, sociale politico ed economico, grazie al contributo attivo dell’intelligenza delle abilità del coraggio e della determinazione di un insieme di popoli e all’unione virtuosa delle loro culture. L’esperienza di Riace è stata talmente contagiosa da dar vita nei dintorni ad un fermento di giovani che hanno deciso di dedicare all’accoglienza le loro energie lavorative, non solo a Riace ma in tutto il territorio Regionale, Nazionale e anche internazionale.

Il Presidente dell’Associazione Jimuel, Dott Isidoro Napoli, che ormai 10 anni fa avviò, insieme al vice presidente della stessa associazione, il maestro Carlo Frascà,  una straordinaria azione di solidarietà a favore di migliaia di bambini che vivono nelle aree del mondo dove il diritto alla salute è negato. L’azione di Jimuel consiste nell’apertura e avvio di ambulatori medici assistiti a distanza e in loco da una serie di professionisti, soci di Jimuel, con il supporto importantissimo di operatori e operatrici delle missioni che hanno sede nelle aree in cui Jimuel interviene. Al momento sono attivi 5 ambulatori di Jimuel nel mondo, 2 nei sobborghi della città di Manila, nelle Filippine, una in Kenya, sostenuta dalla comunità parrocchiale di Marina di Gioiosa Jonica, uno in Congo sostenuto dal Rotary di Livorno e, dulcis in fundo, quello di Riace sostenuto dall’amministrazione comunale e dallo Studio Radiologico Fiscer. Il Dottore Napoli, per gli amici Sisì e per i soci di Jimuel “Zio Sisì”, non ha mancato di ringraziare il Professore Mosca, ex Direttore del Dipartimento di Chirurgia dei Trapianti dell’Ospedale Cisanello di Pisa e Presidente della Fondazione Arpa (di cui il maestro Andrea Bocelli è presidente onorario). La fondazione Arpa ospita giovani medici delle località dove sorgono gli ambulatori di Jimuel, per periodi di formazione e specializzazione, dietro impegno da parte di tali medici di ritornare nei loro territori e dare un contributo per migliorare le condizioni di salute della loro comunità. Il Dott. Napoli ha ricordato e ringraziato poi il Dottore Bova che ha dato la sua diponibilità a presidiare l’ambulatorio stabilmente e la dottoresse specialiste in Ginecologia, Nietta Bova e Sandra Commisso che hanno, con grande entusiasmo, garantito la loro disponibilità per gestire i casi di loro competenza. Oltre a loro tanti altri medici specialisti dello Studio Radiologico e dell’ospedale di Locri hanno già dato la loro adesione al progetto.

L’intera cerimonia è stata allietata dalle voci meravigliose del GLOBAL CHORUS Integration Project, composto da migranti  degli SPRAR di Caulonia e Benestare e condotto abilmente dal Maestro Carlo Frascà. Il coro ha anche accompagnato la toccante esibizione di Sherif, un giovane ragazzo senegalese , che ha composto e musicato un bellissimo pezzo Rap con tema la sua vita, con la perdita da giovanissimo della mamma e più recentemente del babbo. Le parole del babbo di fiducia nei confronti della forza e del coraggio del figlio, nell’affrontare le difficoltà della vita, sono state per lui il faro che gli ha dato la forza di affrontare le mille difficoltà che ha incontrato nel suo viaggio verso l’Italia da solo e a testa alta. Bellissima ed estremamente emozionante anche l’esibizione di Mirco Pio Coniglio, Chiara Speranza, le cui dolci melodie, danzate magistralmente da Erik Locatelli, facevano sentire addosso l’immensità e la bellezza della straordinaria solidarietà che si toccava con mano oggi nella cittadina di Riace, suggellata infine dal commento di Chiara, che seppure non vedente, ha condiviso con la platea l’immagine rimasta a lei dell’esperienza vissuta e della piazza di Riace come di un prato immenso pieno di fiori di colori bellissimi e tutti diversi fra loro, e associati da lei alla perfezione, proprio grazie alla ricchezza della loro diversità.

Infine un gesto simbolico da parte di un cittadino di Riace, di bonifica del paese dai fascisti con il vino al posto dell’acqua santa e suggellata, anziché da un’orazione dall’intonazione da tutta la piazza in coro di “Bella Ciao”

 

 

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